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Il Ritiro dei “Miracoli”.
E’ rimasto scolpito sia nella mia mente sia nel mio cuore, sin da quando ero bambino, lo stendardo con l’effigie del nostro patrono San Sebastiano con la città di Mistretta sullo sfondo, che il 18 agosto di ogni anno (a partire dal 2001anche il 17 agosto per la questua del paese), passa per le strade della nostra città, anche le più tortuose per la tradizionale raccolta dei “miracoli”.
Al mattino del dì di festa, quando ormai tutti i membri del Comitato dei Festeggiamenti di San Sebastiano si prodigano per gli ultimi preparativi per la buona riuscita della Festa ed è pronto ad affrontare la “faticosa” giornata, però con tenacia e fervida devozione, il Sig Lo Presti Giuseppe (superiore della varetta nella quale vengono portate in processione le reliquie del santo) prepara con zelo lo stendardo. Nella sagrestia sono affissi al muro due “quadri” uno vecchio e un altro di recente fattura. Alle ore 10,00 come da programma il quadro esce dal portone principale con al seguito i membri del Comitato, il Corpo Bandistico della Città di Mistretta ed alcuni devoti, particolarmente i bambini. Si raggiunge la via San Luca e si prosegue per i vari quartieri della città. Durante il percorso prestabilito vengono prelevati gli ex voto promessi a San Sebastiano per le grazie ricevute.
Gli ex voto consistono in dei ceri votivi che poi verranno portati in processione perché vengono posti nella varetta che precede il maestoso fercolo ligneo che custodisce il venerato simulacro ligneo di San Sebastiano.Risale al 1810 un’antica fabbrica locale di ceri votivi; al tempo due fratelli sacerdoti don Davide e don Francesco Cuva con la collaborazione dei componenti della famiglia, iniziarono a confezionare detti ceri con la cera delle api, la cosiddetta “cera vergine”. Ancora oggi con mezzi artigianali vengono realizzate le “torcie” versando la cera liquida su un recipiente di forma rettangolare con alla base diversi fori per la fuoriuscita dell’aria, in seguito viene versata sugli spaghi che ne costituiscono gli stoppini. La torcia viene decorata con disegni, fiori manufatti, una testa d’angelo in rilievo, più sotto viene affissa l’immaginetta del santo e il tondo bianco dove viene scritto il nome del devoto offerente. Il momento culminante tanto atteso è la processione che affascina e coinvolge tutti a partire dalle prime movenze del percolo che dalla croce di luce percorre la navata centrale della Chiesa. Il corso principale e le strade illuminate sfarzosamente con luci colorate inneggiano a San Sebastiano con l’ardente desiderio soprattutto dei nostri concittadini emigrati di essere presenti nuovamente per celebrare con fede e devozione le virtù del nostro Santo Protettore.
Salvatore Antoci 2005 agosto
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