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Depulsor
pestis, liberatore dal terribile contagio venne proclamato San Sebastiano
Martire, soprattutto tra i secoli XV e XVI nella cristiana Europa,
registrandosi così un incremento singolare del culto e delle
manifestazioni a iniziare da quel tempo. In Sicilia in particolare
si deve credere che il culto verso questo santo (forse importato
e promosso dai Normanni) abbia trovato ampio consenso, oltre che
riflesso nelle numerose commissioni di opere destinate all'arredo
d'arte delle chiese, già a partire dalla seconda metà
del '400, anche se - invocato negli anni funesti del 1522/31 e 1575/76
era stato nel secolo successivo rinforzato e interessato da intitolazioni,
erezioni di chiese e penitenze a scioglimento di voti collettivi.
A Mistretta una chiesa venne dedicata già nella seconda metà
del '500, come attestano vari documenti d'archivio; la stessa immagine
lignea del Santo (detta "Sammastianu
viecchiu") e' ascrivibile agli ultimi decenni del secolo. Una
festa gli era tributata già nel 1582 quando veniva venerato
come "patrono" insieme a S. Barnaba; in tale occasione
si svolgeva un Palio, con corsa di berberi e dei "vastasi". Nel
XVII secolo i tempi di ultimazione dell'edificio furono forse lenti,
ma il fervore religioso permetteva di dotarlo di un fercolo processionale
per il quale si dedicarono risorse che ottennero uno dei più
significativi prodotti dell'artigianato artistico dell'epoca. Come
accennano alcune fonti documentarie, una prima solenne festività
(cui quantomeno concorresse l'uso di questa varo) si ebbe nell'anno
1612; una ripresa dei lavori, delle commissioni di opere e del culto
si verificò certamente dopo il 1625, all'indomani di una
nuova spaventosa diffusione epidemica nell'Isola. Nel 1723 la popolazione
istituì la processione "di voto" che doveva svolgersi
il 17 agosto di ogni anno, avendo San Sebastiano liberato "la
città di Mistretta dal morbo contaggioso" L'itinerario
processionale avrebbe quindi seguito il percorso che toccava gli
antichi luoghi di cura, l'Qspedale e i lazzaretti temporanei allestiti
nel convento di S.Anastasia, nella Rabbica, nella chiesa di S.Antonio
Abate (6)
La festa si consolidò soprattutto dal 1735 con la costituzione
della Confraternita di S.Agostino, meglio nota con il nome del santo
patrono perchè al suo governo vennero affidati i compiti
di amministrazione e organizzazione, nonché quello di portare
la Vara durante le processioni, con norme di privilegio i cui diritti
vengono ancora oggi fatti valere, anche se essa è, di fatto,
sciolta da tempo. Il 5 giugno 1775
il vescovo di Cefalù Gioacchino Castelli di Torremuzza donò
una nuova reliquia del santo alla Chiesa Madre durante la cerimonia
di dedicazione; ufficialmente risultavano compatroni della cittadina
i Ss. Sebastiano, Lucia, Gaetano e Maurizio.
Nei
primi decenni dell' 800 la chiesa del santo subì una trasformazione
in forme neoclassiche, mentre la facciata veniva arricchita di decorazioni
a rilievo in mistura; nella festa di agosto del 1823 le spese per
i "musicanti" e per gli "artifici di fuoco"
erano sostenute per decreto dal Comune. I fatti rivoluzionari del
1860 ebbero notevoli echi a Mistretta e la festa del 17 agosto di
quell'anno fu individuata quale occasione per fomentare disordini
e ordire un attentato; due mesi dopo fu la chiesa di San Sebastiano
ad essere sede del seggio per il Plebiscito di Annessione all'Italia
(votazione svoltasi il 21 ottobre, cui parteciparono 1352 elettori
che si dichiararono tutti per il SI). Nel 1872 la confraternita
dispose un intervento di restauro della sontuosa vara, lavoro affidato
al palermitano Salvatore Marino, così come riferito dall'iscrizione
posta alla base della portantina; negli anni 1900-1906 fu la volta
della sostituzione del simulacro del patrono con la scultura commissionata
all'amastratino Noè Marullo. Il 23 luglio dei '34 la confraternita
comunicò al Commissario Prefettizio il cambiamento di data
dei festeggiamenti, che con il consenso delle autorità veniva
rinviata ai giorni 27 e 28; la Giunta comunale aveva autorizzato
altresì una variazione del percorso processionale, anche
per consentire ai corteo di passare sotto il balcone dei presidente
in carica del Comitato (13). ripresa nel tempo la data d'origine
(in realtà la processione solenne si svolge oggi il 18 agosto),
i festeggiamenti hanno registrato una maggiore vivacità negli
anni '60, fatto messo in relazione col fenomeno del rientro estivo
degli emigrati, favorito da maggiori possibilità e mezzi
che permettono la mobilità.
il terremoto dell'ottobre 1967 rese necessaria la chiusura ai culto
del tempio fra il 1973 e il 1994 per i necessari lavori di ricostruzione,
anni durante i quali fu la Chiesa Madre deputata a custodire vara
e simulacro, nonché a divenire fulcro delle celebrazioni
e della processione. Oggi il Santo, rientrato nella chiesa che il
popolo mistrettese ha voluto per lui, viene festeggiato con ricchezza
di apparati, in un'atmosfera di grande fervore e devozione, così
come in uso da oltre cinque secoli.
Articolo - La Festa di San Sebastiano di E. Rigamo
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